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Plusdotazione

Che cos'è la plusdotazione?

Essa riguarda quei bambini/e che mostrano delle caratteristiche di apprendimento molto precoci rispetto ai compagni. Sono spesso bambini molto curiosi, motivati e interessati ad apprendere, anche verso argomenti non comuni per la loro età. Possono essere creativi e con abilità cognitive superiori alla media. Sono spesso acuti osservatori e presentano un'ottima memoria.

La plusdotazione, però, non significa semplicemente "essere molto intelligenti". È un modo particolare di funzionare che può portare con sé sia importanti risorse sia alcune specifiche esigenze.

Quando può essere utile una valutazione?

Nonostante le loro capacità, possono incontrare difficoltà se trovano un ambiente scolastico e relazionale non adeguato alle proprie caratteristiche. Possono quindi andare incontro a:

  • noia e demotivazione, soprattutto quando le attività risultano poco stimolanti o ripetitive;
  • agitazione o difficoltà di attenzione, che possono essere maggiormente evidenti in contesti percepiti come poco coinvolgenti;
  • difficoltà di adattamento sociale, legate anche alla sensazione di essere diversi dai coetanei o di avere interessi poco condivisi;
  • frustrazione o ritiro, quando il bambino non si sente compreso nelle proprie esigenze;
  • una possibile disarmonia tra sviluppo cognitivo, emotivo e sociale: un bambino può essere molto avanti in alcune aree e avere invece competenze emotive e relazionali adeguate alla propria età.

È un potenziale bellissimo, che ha bisogno di essere riconosciuto, compreso e aiutato a fiorire: un contesto adeguato può fare la differenza nel permettere al bambino di svilupparlo pienamente e di trasformarlo in risorsa. Altrimenti il rischio è che, nel tempo, si spenga.

La valutazione permette quindi di comprendere meglio il profilo dello studente, individuandone sia le risorse sia gli eventuali aspetti di fragilità. Esiste anche la cosiddetta doppia eccezionalità, in cui coesistono plusdotazione e una o più difficoltà, come DSA o ADHD.

E dopo la valutazione?

Conoscere il proprio funzionamento può aiutare il bambino o il ragazzo a comprendere meglio se stesso e a dare un significato ad alcune caratteristiche che magari lo hanno fatto sentire "strano" o fuori posto.

Quando necessario, possiamo lavorare anche sulle strategie per affrontare le difficoltà scolastiche, sulla motivazione, sull'organizzazione e sulla consapevolezza delle proprie caratteristiche: è il terreno di un percorso sul metodo di studio. In parallelo, la consulenza genitoriale può aiutare la famiglia a confrontarsi con la scuola e a scegliere gli stimoli più adatti.

L'obiettivo non è semplicemente ottenere un numero o un'etichetta, ma aiutare lo studente a conoscere il proprio modo di funzionare e a trovare un contesto in cui possa esprimere al meglio le proprie potenzialità.

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